La mia vigna
All’inizio della mia creazione, l’obiettivo principale da raggiungere era forte e chiaro: attraverso ricerca, scelte, soluzioni e tecniche innovative dovevo raggiungere il top della qualità. E così, con il tempo e grazie a tanti collaboratori professionisti del settore, ci siamo uniti per compiere un ” progetto qualità”, che partendo dal vigneto ha interessato la cantina e poi i prodotti ottenuti.
Adesso, scendo nel dettaglio e vi illustro quali sono state le fasi della mia realizzazione:
la prima fase - Anni 1998/2000 -  ha interessato il terreno di prima acquisizione, denominato “vigna vecchia”, di circa 11 ettari,
la seconda fase - Anni 2002/2004 -  ha interessato il terreno situato a lato mare della via bolgherese, denominato “vigna nuova” di circa 5 ettari.
Sono arrivata dunque ad avere un vigneto complessivo di circa 16 ettari, inscritto regolarmente alla DOC Bolgheri e Bolgheri Superiore.

IL TERRENO CHE ACCOGLIE LE MIE PIANTE
Prima di raccontarvi come e quali impianti sono stati inseriti nel mio terreno, voglio darvi alcune informazioni sull’ambiente che mi circonda.
Il terreno che mi caratterizza è di natura alluvionale con depositi marini, geologicamente datati nel Pliocene. Le osservazioni stratigrafiche fanno notare che a uno strato superficiale di natura sabbiosa, si inserisce uno strato (spesso alcuni metri) di natura ghiaiosa. Questa natura fa si che il mio terreno consenta alle acque meteoriche di drenare bene. Questa è una splendida notizia per le radici delle mie piante che, una volta alloggiate, tendono ad approfondirsi fino ad 8/10mt., in maniera tale da assorbire i molti micro-elementi presenti in profondità nella soluzione circolante di tali terreni. Le piante infattiriescono a portare in circolo, per poi traslocare negli acini e nei vini, tante buone caratteristiche di queste sostanze, assorbite appunto dall’apparato radicale.
 
L'IMPIANTO DEL VIGNETO
Come ho già accennato, l’impianto del mio vigneto è stato concepito alla fine degli anni ‘90.
Il nostro obiettivo primario è quello di produrre vini di altissimo livello. Una scelta che ci ha coinvolto e impegnato tantissimo, è stata quella relativa al sesto d’impianto, con un numero di piante superiore del 50% rispetto ai vigneti realizzati nella zona in quegli anni. A quel tempo impianti simili erano rari, forse 1 o 2 in tutta la Doc Bolgheri. Questa decisione ha rappresentato per tutta la mia squadra una vera e propria sfida professionale: le conoscenze su tale sesto d’impianto erano poche, il numero di piante a ettaro, circa 9500 rispetto ai 6000 degli altri impianti, incuteva quasi timore. Non conoscevamo la risposta che l’alto numero di piante poteva riscontrare in tale ambiente. Le uniche notizie che avevamo da altri territori erano che la competizione tra le piante poteva esaltare le loro qualità.
Con il passare del tempo, vedendo crescere i vari vitigni, vivendo la loro risposta vegetativa, riproduttiva ed enologica al variare delle stagioni, siamo riusciti ad apprendere la loro natura. Siamo così intervenuti, anno dopo anno, con aggiustamenti e miglioramenti nella loro gestione: oggi possiamo tranquillamente dichiarare che la scelta fatta all’inizio è stata vincente!
Sottolineo che i vari vitigni hanno reagito e risposto al nuovo impianto in maniera diversa, sempre in modo positivo e alcuni esaltando le loro caratteristiche più particolari. Penso per l’appunto agli splendidi risultati ottenuti con il Petit Verdot e con il Cabernet Franc: in particolare il Petit Verdot, quasi sconosciuto nella zona alla fine degli anni ‘90, ha risposto in maniera sorprendente dal punto vista vegetativo, produttivo ed enologico. Come se l’ambiente bolgherese fosse un habitat pedagogicamente e climaticamente ideale per questo vitigno.

I VITIGNI
Parliamo delle due zone d’impianto:

- la “vigna vecchia”, con una frazione sabbiosa importante, presenta la seguente ripartizione:
    6 ettari Cabernet Sauvignon
    1,7 ettari Petit Verdot
    2,5 ettari Merlot
    1 ettaro vitigni a bacca bianca (Vermentino, Chardonnay, Sauvignon Blanc)

- “la vigna nuova”, con una frazione argillo-limosa superiore a quella sabbiosa, presenta la seguente ripartizione:
    2 ettari Cabernet franc
    1,7 ettari Merlot
    1,5  ettaro Cabernet Sauvignon

COME GESTISCO IL MIO VIGNETO?
SOSTENIBILITÀ è la parola d’ordine.
Agricoltura sostenibile, rispetto dell’ambiente circonstante, un netto rifiutoagli interventi diserbanti, attenzione all’uso di prodotti per la difesa della pianta a basso impatto ambientale, utilizzo quindi di prodotti rameici e di zolfo dalla fioritura in avanti. Abolito l’uso della plastica nel vigneto, per quanto concerne le legature delle piante, favorisco il materiale biodegradabile.
Durante la gestione annuale del vigneto sono fondamentali tre momenti della vita vegetativa e riproduttiva delle piante e precisamente: la selezione dei germogli, il diradamento e infine la vendemmia.

La selezione dei germogli: realizzata nel mese di maggio, consente di impostare la futura produzione. In questa fase, sono scelti i migliori germogli, quelli più sani, ben formati, in perfetto equilibrio con la restante parte della pianta. Lo scopo, sempre legato alla qualità, è di trovare e mantenere un giusto equilibrio dal punto di vista vegetativo e produttivo. In questa maniera si ottengono grandi risultati enologici.

Il diradamento: realizzato nel mese di luglio, prima dell’invaiatura (il cambiamento di colore degli acini), si imposta la futura vendemmia e il conseguente risultato produttivo. Eseguita una selezione accurata dei grappoli, si eliminano quelli malformati e piccoli: alla fine di questa operazione restano circa 6 grappoli a pianta. Sono ben distanziati tra loro per far circolare aria e luce, in modo da favorire la successiva maturazione.

La vendemmia: eccolo, il momento culminante e decisivo dell’annata!
Tutto quello che è stato deciso ed eseguito nella vigna, si concentra in un grappolo, che deve essere di giusto peso, ben formato e con una buona quantità di sostanze, nella polpa e nell’acino.
La raccolta dell’uva, in tutte le sue fasi, è sempre realizzata manualmente. Questo è importantissimo perché permette di scartare i grappoli non perfetti. La vendemmia inizia con la raccolta delle bacche dei vitigni più precoci come bianchi e Merlot, per poi passare ai medi come Cabernet Franc e infine ai più tardivi come Petit Verdot e Cabernet Sauvignon.